
PSICOLOGIA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE PERDITA DELLA LIBERTA’ E INSOSTITUIBILITA’ DEL FATTORE UMANO
15/07/2025
La quarta ferita narcisistica inferta all’umanità
16/10/2025TOTEM O TABU’ Chiesa degli ultimi tempi e dell’Agenda satanica di quelli di Davos
Clara Emanuela Curtotti
«Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» Lc 18,1-8
Ottobre 2025
PREMESSA
“Nell’era dei pagamenti digitali in cui i portafogli si svuotano di banconote e monete e vengono sostituiti da carte di debito fisiche e wallet sugli smartphone, anche le parrocchie italiane si attrezzano per raccogliere le donazioni con sistemi senza contanti. A questo scopo la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha collaborato con Banco Bpm e Numia per installare cento colonnine dotate di Pos per i pagamenti virtuali in altrettante chiese della Penisola, da Nord a Sud” (https://www.avvenire.it/attualita/pagine/in-cento-chiese-italiane-arriva-il-pos-per-donazioni-e-offerte-digitali).
La notizia dei mesi scorsi dunque è questa: in cento chiese italiane, per adesso solo un campione pilota, la CEI collocherà le colonnine predisposte per le donazioni digitali, i cosiddetti totem. L’iniziativa, peraltro seguita a una conferenza di dibattito interno alla stessa CEI, è in perfetta coerenza e continuità con l’implementazione dell’agenda 2030, dal momento che la digitalizzazione è uno dei suoi obiettivi più rilevanti. Varie sono le riflessioni che potremmo prendere in considerazione: alcune relative alle trasformazioni culturali-antropologiche in atto e al loro inevitabile risvolto psicologico e simbolico; altre invece più specificamente pertinenti al territorio della riflessione teologica che si rende a questo punto non solo doverosa ma necessaria a causa dei dilemmi etici che si sono evidenziati.
In relazione alla prima categoria di riflessioni:
Freud cosa avrebbe pensato oggi della comparsa di questi nuovi “feticci” nelle chiese? Quali aspetti della psiche collettiva saranno coinvolti in questo significativo cambiamento del modo di effettuare le donazioni?
Pertinenti invece alla seconda:
Che fine farà la privacy del donatore con i tracciamenti digitali? Dal momento che tali informazioni entreranno in possesso delle banche e ovviamente del fisco, ci saranno donatori/redenti di serie A e di serie B? Farisei e pubblicani saranno di nuovo seduti in prima fila a battersi il petto nel tempio di Dio?
Freud e dintorni
Totem e tabù è un testo in lingua tedesca di Sigmund Freud che venne originariamente pubblicato sulla rivista Imago nel 1913, col titolo Tem und Tabù Einige Übereinstimmungen im Seelenleben der Wilden und der Neurotiker. Ivi egli espose le sue feconde riflessioni sulla somiglianza che si può rintracciare tra la vita mentale dei selvaggi e quella dei nevrotici e applicò la Psicoanalisi nascente anche ai campi dell’archeologia, dell’antropologia e alla religione. Da allora “totem” e “tabù” sono diventati concetti freudiani universalmente utilizzati per interpretare la vita umana soprattutto nella sua dimensione collettiva e gruppale. Per quello che ci riguarda, ai fini del nostro discorso: un totem è un oggetto, spesso un animale, una pianta o un’entità naturale che simbolicamente rappresenta lo spirito protettore di un gruppo sociale oppure il suo antenato mitico, soprattutto nelle culture tribali. Il termine derivato dalla lingua degli Ojibwe, un popolo nativo americano, significa “parente” o “affine”. Per Freud Il totem è in definitiva un elemento sacro, spesso oggetto di rispetto e venerazione, poiché rappresenta l’identità in cui il gruppo stesso si riconosce per appartenenza. Originariamente era collocato ben in vista proprio per poter assolvere alla sua funzione simbolica e rappresentativa.
Se dunque il “totem” può riferirsi a qualsiasi oggetto che venga considerato simbolo di un’entità, un gruppo o un’ideologia, queste colonnine che compariranno nelle chiese sotto i nostri occhi, cosa rappresenteranno? Di quale identificazione e appartenenza saranno portatori?
Il nuovo fedele appartenente all’epoca post-covidiana, appare innanzitutto chiamato a identificarsi con un oggetto meccanico, un piccolo prodigio della società computerizzata e smart, nella quale qualsiasi atto passa per l’obbligatoria codifica digitale che esegue protocolli e procedure, che siamo costretti ad accettare a ogni singolo passo per poter svolgere qualunque attività che ci interessi. Pensiamo allo Spid oppure alla Carta d’Identità Elettronica, come esempi paradigmatici. Stiamo assistendo sempre di più alla rapida affermazione di una burocrazia digitale che sta permeando ogni aspetto della nostra vita iper-connessa. La società globale impone l’ “infocrazia” come spiegato efficacemente dal filosofo Byung-Chul Han (2023).
Nei fatti, quello che sta accadendo per adesso in cento chiese ma poi in tutte, è: Il fedele non potrà più interagire con un altro essere umano nel momento in cui effettua la sua donazione, ma dovrà “relazionarsi”, evidente ossimoro, con una fredda macchina. La signora avanti negli anni o il bimbo che con il cestino che girava per la chiesa a raccogliere i soldini, pochi o molti che fossero, magari con un gratuito sorriso compassionevole sul volto, tra non molto saranno solo un ricordo del passato. Un ricordo nostalgico che apparterrà solo a quelli che come me fin da bambini aspettavano il momento opportuno per fare la loro piccola parte nella comunità dei cristiani. Nel giro di una sola generazione diventerà probabilmente una pratica obsoleta.
Come in altri luoghi dell’appartenenza sociale e dell’abitare, dunque anche nelle chiese notiamo la scomparsa graduale ma progressiva e inesorabile del fattore umano. Inoltre osserviamo come stia anche contemporaneamente mutando radicalmente il concetto stesso di “dono”. Il dono e come lo si fa, in tutte le culture, assume un significato pregnante per la comunità stessa, nella rappresentazione sociale di sé nel rapporto con l’altro e non è irrilevante il modo in cui lo si fa e a chi lo si elargisce. In questo caso la mia donazione la farò innanzitutto a un gruppo bancario, direttamente dal mio conto e molti entreranno in possesso di tale informazione, Ufficio delle Entrate compreso. Cosa questo significhi possiamo dedurlo facilmente: il totalitarismo della sorveglianza s’impone in ogni contesto e la digitalizzazione è la strada maesta.
In conclusione, se l’altro in qualità di essere umano scompare anche nella pia pratica della carità cristiana, ci troviamo di fronte non solo a un’istituzionalizzazione di una società orwelliana del controllo ma anche a un’inquietante disumanizzazione delle nostre vite.
In aggiunta merita fare anche un’ulteriore riflessione: la psiche ha necessità dei suoi segreti e di zone franche che siano libere e autonome per poter funzionare, ergo tali cambiamenti produrranno inevitabilmente alienazione e malessere mentale che, insieme a tutte le altre trasformazioni in atto, non faranno altro che incrementare il tasso di patologia nella popolazione. Agli entusiasti della “tecnica” tout court, va detto finalmente e a chiare lettere che non tutto è bene e/o inevitabile, come ci vogliono far credere a tutti i costi e che certe derive vanno forse saggiamente evitate se ci teniamo al futuro del Sapiens. Allargando la visuale osserviamo come tali trasformazioni stiano avvenendo in forma esponenziale in ogni settore compreso quello della Psicologia. A sostegno di ciò, ricordiamo che è stato approvato dal Parlamento italiano, il 19 settembre 2025, il DDL 1146: disposizioni e delega al Governo in materia d’intelligenza artificiale. Una norma che recepisce, si affianca e integra l’AI Act europeo e cerca di dare un quadro chiaro e vincolante nell’uso delle nuove tecnologie anche nelle professioni intellettuali e nella Psicologia.
Una regolamentazione palesemente farlocca e farisaica.
Ritornando a Freud, oggi le masse hanno comportamenti tipici da “Totem e Tabù” senza esserne davvero consapevoli, poiché il loro comportamento è influenzato costantemente dalle manipolazioni mediatiche, cognitive e digitali. La guerra cognitiva si sta giocando soprattutto nelle nostre menti e quello che viene attaccato è in definitiva l’uomo in quanto tale, ritenuto un virus nocivo per il pianeta terra. Ricordate la frase del monologo dell’Agente Smith in Matrix, gli esseri umani sono un virus, che descrive l’umanità come un’infezione che si moltiplica senza controllo e che sta distruggendo le risorse del pianeta?
Prendiamone atto, a Davos ci detestano!
Ritorniamo a Freud: se per la collettività il Totem rappresenta ciò che viene esaltato, adorato, elevato alla massima evidenza, al contrario il Tabù rappresenta ciò che deve essere occultato nella massima oscurità. Allora chiediamoci, quali sono oggi i nuovi Tabù?
Potremmo ora redigerne una lunga lista, citeremo sono alcuni dei più evidenti: è diventato tabù innanzitutto criticare le scelte dei governi nazionali ed europei, in particolare dell’ America e d’Israele, è tabù avere delle idee proprie e diverse da quelle che i media propagandano come giuste e obbligate, è tabù anche per il Papa tuonare contro l’omosessualità e la pedofilia dei preti, viste le tante resistenze e omertà del clero, è tabù dire che non è vero che tutto va bene dal Covid in poi, è tabù essere eterosessuali e uomini e donne generativi, è ancora tabù essere un maschio bianco occidentale, è tabù scegliere di non essere connessi, è tabù appartenere alla propria cultura perché bisogna essere globali e inclusivi con gli immigrati, è tabù perfino avere una piccola attività tradizionale perché gli artigiani in qualunque settore devono scomparire e in compenso dobbiamo tutti affidarci alle grandi catene commerciali e così via potremmo proseguire. Soprattutto è tabù dire che la sanità tutta e la Psicologia sono ormai votate all’espropriazione della salute (Ivan Illic, 1976), alla sua privatizzazione e sempre più, invece di guarire le persone, producono effetti iatrogeni e continuano a fare gli interessi di Big Pharma.
È importantissimo infine che ci si renda conto come tali tabù stiano pericolosamente diventando divieti non più solo morali ma anche giuridici e di conseguenza si stia instaurando un clima di terrore e di caccia alle streghe frutto di “democrazie” sempre più totalitarie.
I DILEMMI ETICI IN AMBITO TEOLOGICO
Già sulla questione dei vaccini la Congregazione della dottrina della fede si era espressa nel 21.12.2020 in questi termini: “La ragione fondamentale per considerare moralmente lecito l’uso di questi vaccini è che il tipo di cooperazione al male (cooperazione materiale passiva) dell’aborto procurato da cui provengono le medesime linee cellulari, da parte di chi utilizza i vaccini che ne derivano, è remota. Il dovere morale di evitare tale cooperazione materiale passiva non è vincolante se vi è un grave pericolo, come la diffusione, altrimenti incontenibile, di un agente patogeno grave:[3] in questo caso, la diffusione pandemica del virus SARS-CoV-2 che causa il Covid-19 è perciò da ritenere che in tale caso si possano usare tutte le vaccinazioni riconosciute come clinicamente sicure ed efficaci con coscienza certa che il ricorso a tali vaccini non significhi una cooperazione formale all’aborto dal quale derivano le cellule con cui i vaccini sono stati prodotti”.
Agli occhi di molti cattolici quello apparve come un pericoloso e clamoroso compromesso con le logiche del mondo e con i diktat delle élite sopranazionali che lo governano. Certamente c’eravamo già assuefatti a storici cambiamenti dopo la scomparsa della preghiera a San Michele Arcangelo nella messa, dopo la modifica del padre nostro e dell’introduzione nella liturgia, a opera del fu papa Francesco, della formula “fratelli e sorelle”. Essa fu peraltro proditoriamente introdotta anche in opposizione allo stesso uso corretto della lingua italiana che notoriamente comprende nella dicitura “fratelli” anche le sorelle e in quella “uomini” ovviamente anche le donne. Forse si trattava di peccaminoso patriarcato da emendare e dunque il linguaggio andava sollecitamente adeguato nella nuova chiesa più globale, inclusiva ed LGBT+? Così dopo che l’acqua santa è scomparsa dalle parrocchie, cosa avvenuta durante i lockdown e che in alcune chiese non è mai più ritornata, dopo che è stata annullata per sempre la stretta di mano al momento dello scambio del segno di pace e dopo infine che olezzanti odori di disinfettanti si sono diffusi definitivamente e stabilmente nelle chiese al posto del sacro incenso, non ci stupisce affatto di questo ulteriore cambiamento, l’introduzione del Totem per le donazioni!
Non è stato forse affermato nel Vangelo di Matteo, capitolo 6, versetti 3-4: “Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. Ci chiediamo: quanti compromessi la Chiesa dovrà ancora fare per ubbidire al principe di questo mondo anziché al suo Fondatore?
“A me sembra certo che si stanno preparando per la Chiesa tempi molto difficili. La sua vera crisi è appena incominciata. Si deve fare i conti con grandi sommovimenti. Ma io sono anche certissimo di ciò che rimarrà alla fine: non la Chiesa del culto politico, che è già morto, ma la Chiesa della fede”
Joseph Ratzinger (futuro Papa Benedetto XVI)
Giorno di Natale del 1969 ai microfoni della Hessischer Rundfunk
BIBLIOGRAFIA/SITOGRAFIA
Infocrazia, le nostre vite manipolate dalla rete Byung-chul Han Torino, Einaudi, 2023
Totem e Tabù, traduzione di Silvano Daniele, Introduzione di Karl Kerényi, Torino, [Bollati] Boringhieri, 1960.
https://www.noemahr.com/bias-di-conferma-la-lente-distorta-sullia

