
LE ONDE SOLITONICHE NELLA PSICOLOGIA QUATTRO LIBRI E UN FUNERALE
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PSICOLOGIA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE PERDITA DELLA LIBERTA’ E INSOSTITUIBILITA’ DEL FATTORE UMANO
15/07/2025Errare humanum est, perseverare autem diabolicum
Cambiano i tempi, mutano le “rappresentanze”, diminuiscono sempre più le percentuali dei colleghi che votano; quello che resta immutato è l’approccio ai temi cardine per la nostra professione. La Psicologia però non ha certo un’unica voce e un unico pensiero.
Il Comitato Nazionale Psicologi EDSU esprime nel Manifesto della Psicologia Libera una visione che mette al centro l’essere umano e “Adotta un pensiero libero dai ricatti del potere, autonomo ed alieno dai condizionamenti economici. Con voce indipendente e chiara promuove nella società la libera circolazione delle conoscenze e la dialettica interna”.
In questo periodo storico sono tanti i temi caldi sui quali emerge il bisogno di un confronto e di un dibattito interno: le posizioni infatti sono tutt’altro che omogenee, a differenza di come si vorrebbe far apparire.
- Nonostante la legge Lorenzin ci definisca operatori sanitari, solo il 5% degli psicologi lavora nelle strutture sanitarie. Perché dunque i nostri studi professionali devono avere gli stessi requisiti di quelli medici? Perché ci viene imposto un aggiornamento definito “Educazione Continua in Medicina”? Quali sono e da chi sono state emanate le normative che rendono obbligatorio l’adeguamento del nostro Codice Deontologico? Si sta forse cercando di rinchiudere la Psicologia in un recinto delineato da protocolli e linee guida standardizzate, recidendone le radici umanistiche e filosofiche?
- La tutela e il rilancio della Psicologia, sia nel settore privato che negli spazi istituzionali (come la scuola o l’assistenza primaria), non potrà mai realizzarsi se si sottoporrà la professione alle logiche del potere che la svende a interessi economici (come quelli delle piattaforme digitali private, ad esempio) o la ibrida con modalità di “cura” mediate dagli strumenti della A.I.
- Sono ormai evidenti i danni psico-affettivi causati dalla gestione emergenziale pandemica, nel silenzio assordante delle nostre rappresentanze. Oggi come ieri ci rifiutiamo di avallare altre narrative emergenziali, che incasellano il disagio così prodotto in nuove patologie da curare (il cosiddetto disease mongering), come l’ecoansia.
- Di grande attualità è il tema del suicidio assistito, che con troppa superficialità viene definito “aiuto sanitario al morire”. Ma chi dovrebbe decidere se una vita è degna di essere vissuta oppure no? Perché non ci si impegna invece per un aiuto al vivere con dignità tutti i diversi momenti del ciclo di nascita-vita-morte? Non rientra questo aspetto nei compiti dello Psicologo?
Per approfondire: https://comitatonazionalepsicologi.it/la-nuova-cultura-della-morte-di-stato/
- Le innumerevoli sfaccettature delle differenze identitarie hanno diritto ad essere rappresentate e accolte nella loro complessità e non banalizzate. Ci si chiede dunque a che titolo un Ordine professionale patrocini e promuova fra gli iscritti la partecipazione a manifestazioni quali il Pride, in assenza di un confronto fra colleghi su temi così delicati. Per approfondire: https://comitatonazionalepsicologi.it/comunicato/
- La Fondazione Ossicini, collegata al CNOP, si prefigge “attività di studio, ricerca, sperimentazione e formazione, nonché progettualità utili a valorizzare la figura dello Psicologo”. La ADEI (Associazione Donne Ebree d’Italia), che confluisce nella WIZO (la più grande associazione sionista femminile mondiale), è fra i suoi partner. In che modo questa associazione ha a che fare con la formazione dello Psicologo? La Psicologia ha il dovere etico e deontologico di mantenersi in posizione neutrale, a maggior ragione nel drammatico momento geopolitico che stiamo vivendo.
- In un processo di progressiva infantilizzazione e disimpegno morale della popolazione, è compito della Psicologia svelare i meccanismi che alimentano violenza, odio e paura e le loro devastanti conseguenze sulla psiche, adoperarsi per il superamento delle divisioni attraverso il dialogo e favorire l’acquisizione di una maggiore consapevolezza individuale e collettiva.
- Un’attenzione particolare deve essere rivolta ai bambini e agli adolescenti: a fronte dell’infantilizzazione della popolazione adulta, è in corso un’adultizzazione di quella giovanile. Pretendere che i minori possano autodeterminarsi già dalla prima infanzia riguardo a scelte terapeutiche, di identità o nell’uso di strumenti digitali compromette il loro percorso evolutivo, già minato dai provvedimenti del periodo emergenziale e, depotenziando la responsabilità genitoriale, spiana la strada alla sostituzione dello Stato alla famiglia nella sua centralità educativa”.
- In questa cornice promuovere l’educazione affettiva nelle scuole, senza averne prima definito ed esplicitato i contenuti, gli approcci, i profili di competenza e i limiti ideologici di chi dovrebbe prenderne l’appalto, fa presagire scenari inquietanti.
Il Comitato Nazionale Psicologi richiama a una riflessione sul senso e il ruolo che potrebbe rivestire la Psicologia in questo momento cruciale. Quale significato potrebbe assumere, se non si limitasse a farsi mera esecutrice dell’omologazione al pensiero unico?
18/06/2025 Comitato Nazionale Psicologi EDSU
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