
Sentenza avversa del Consiglio di Stato: annullato il Referendum sul nuovo Codice Deontologico
27/12/2024IL CONTRIBUTO DELLA PSICOLOGIA ALLA QUESTIONE DEL BENE E DEL MALE
11/01/2025Il Comitato Nazionale Psicologi replica alla comunicazione CNOP del 26-12-2024
La recente sentenza del Consiglio di Stato (registrata il 24/12/2024), che ha annullato il referendum del settembre 2023 relativo all’approvazione del nuovo Codice Deontologico degli Psicologi, ha suscitato diverse reazioni anche nel CNOP, che si è espresso con una comunicazione pubblicata il 26/12 sul proprio sito, dal titolo “Il Consiglio di Stato sul referendum: legittime le procedure e le norme deontologiche ma la premessa etica va sottoposta a referendum” (vedi https://www.psy.it/il-consiglio-di-stato-sul-refe- rendum-legittime-le-procedure-e-le-norme-deontologiche-ma-la-premessa-etica-va-sottoposta-a-referen- dum/).
Data l’evidente intenzione del CNOP di minimizzare la portata della sentenza, che rileva un illecito gravissimo,
corre obbligo di precisare che:
- il Consiglio di Stato non si è espresso nel merito dell’articolato del codice o della premessa etica, perché semplicemente non è materia di sua competenza: questo non significa che ne abbia riconosciuto la legittimità;
- aver sottratto al voto referendario la premessa etica è tutt’altro che un errore formale: si tratta di una violazione della legge 56/89 (istitutiva dell’albo degli psicologi) e di un grave abuso di potere. Nell’enunciato della premessa etica proposta, anzi imposta dal CNOP, si specifica infatti che questa e i 4 principi in essa contenuti “…sono fondamentali e imprescindibili; le psicologhe e gli psicologi si impegnano a rispettarli, ad ispirarsi ad essi ed a diffonderne la conoscenza. Sulla base di tali principi regolano i rapporti che intrattengono nella loro comunità scientifico-professionale e quelli che sviluppano con le altre professioni”;
- nella comunicazione del 26 dicembre si afferma: “Il CNOP, come precisato nel comunicato del 16 giugno 2023, non aveva inteso sottoporre tale premessa a referendum perché si tratta di un documento di principi ispirato ai valori degli Psicologi europei (EFPA), che il CNOP aveva adottato in modo unanime ed esplicito come base valoriale per la revisione del Codice”. Ma il comunicato del 16 giugno 23 (vedi https://www.psy.it/il-cnop-ti-informa-16-06-2023/) dice solo che: “Il Consiglio ha approvato anche una premessa sui principi etici che permeano l’attività professionale degli iscritti all’Albo e il codice stesso. Si precisa che tale premessa è esclusa dal quesito referendario che invece riguarda solo l’articolato del Codice”.
- Dobbiamo allora chiederci da dove nasca effettivamente l’EFPA, quale sia la sua natura, chi abbia deciso che noi iscritti all’Ordine dobbiamo sottostare alle sue regole e valori, quando mai siamo stati informati di questa decisione e se siamo mai stati consultati a riguardo. In chiusura, ci tranquillizza che il CNOP abbia a cuore “la tutela del valore democratico da difendere” e sottolineiamo che il referendum ne è diretta espressione. Tale valore peraltro verrebbe rafforzato non poco dalla presenza di un quorum e anche magari dalla possibilità per gli iscritti di acquisire il sacrosanto diritto di approvare i bilanci. Dunque ci chiediamo come mai dall’articolo 41 del nuovo codice sia anche scomparso ogni riferimento al referendum e davvero non vorremmo che fosse in relazione con la possibilità ventilata da alcuni di abrogare addirittura l’intero articolo. Forse chi detiene il potere da immemorabile tempo sta cercando un escamotage per aggirare questa storica vittoria al Consiglio di Stato in difesa della legalità, pur di mantenerlo?
30 dicembre 2024
Comitato Nazionale Psicologi EDSU
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