
Le proiezioni della morte negata, il dibattito in sala e l’elaborazione collettiva del lutto
07/12/2023
COMUNICATO: LA PSICOLOGIA CHE VOGLIAMO
03/01/2024A chi spetta l’educazione dei bambini?
Il Comitato Nazionale Psicologi sottolinea con forza come l’educazione affettiva sia un compito che
spetta in primo luogo alla famiglia, attraverso la trasmissione di valori, la quotidianità dell’esempio e la
buona qualità relazionale. La scuola contribuisce in quanto luogo deputato all’istruzione e alla
formazione della persona in cui l’allievo sperimenta in modo specifico la relazione con i pari, con
l’importante supporto dell’insegnante e, in taluni casi, di professionisti specializzati, ma questo non può e
non deve renderla sostituta della famiglia. Ancora meno opportuno appare che si voglia attribuire a
soggetti estranei alla scuola e, in molti casi, portatori di contenuti ideologici, il ruolo di educatori.
Il Comitato Nazionale Psicologi esprime estrema preoccupazione per la tendenza in atto, prima con il
progetto di alfabetizzazione medico-scientifica nella scuola, con cui Pfizer (!) si propone di insegnare ai
ragazzi a distinguere le “fake news”, ora con il progetto ministeriale di educazione affettiva nelle scuole.
La pronta revoca dell’incarico di direzione di tale progetto, inizialmente attribuito dal ministro Valditara ad
una suora, un’avvocatessa e un’attivista del movimento LGBTQ+ già parlamentare, avvenuta in seguito
alle prevedibili reazioni di dissenso, non è risolutiva. Il punto non è chi dirige il progetto, anche se si
tratta di un aspetto da non sottovalutare. Il punto è il progetto stesso, originato dai recenti fatti di cronaca
nera e rafforzato dalle dichiarazioni rese dal ministro a Orizzontescuola.it, in cui si afferma che gli
incontri avranno scopo educativo relazionale, affettivo, sessuale. Si tratterà di educare al rispetto e gli
incontri “…avranno esclusivamente ad oggetto la lotta alla discriminazione e alla violenza verso le
donne…”, specificando che, nel corso dei previsti incontri mensili, nelle scuole potranno intervenire
influencers, esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura.
Riteniamo che ogni omicidio meriti indignazione e ferma condanna da parte della società civile tutta:
uomini e donne, giovani e anziani. Ma quanto sta accadendo va ben oltre la condanna per i colpevoli e il
dovuto cordoglio per le vittime e l’impressione è che questi fatti di cronaca nera vengano strumentalizzati
a vario titolo e con diversi obiettivi.
Senza negare la gravità degli eventi, ci si chiede come mai si dia tanto risalto al singolo caso,
trascurandone altri, analoghi e contemporanei ad esso: si richiama l’attenzione della popolazione
facendo leva sul suo coinvolgimento emotivo mentre, contemporaneamente, si svilisce la drammaticità
dell’evento esaltandone l’aspetto spettacolare, attraverso la presenza costante di telecamere che
conferiscono carattere pubblico a momenti di lutto abitualmente riservati alla sfera privata.
Nel contempo si riscopre la presenza di elementi di cultura patriarcale nella società italiana, utili a
rispolverare un femminismo radicale, ad alimentare la paura dell’altro e la contrapposizione tra i sessi,
anziché valorizzarne le differenze e la complementarietà.
Riteniamo che la spettacolarizzazione del delitto e le posizioni assunte da una parte dei media e da molti
personaggi pubblici, criminalizzando l’intera componente maschile della popolazione, oltre a sminuire la
responsabilità dei singoli, nell’attribuire la colpa in modo generalizzato fomentino divisioni,
discriminazioni e odio sociale, distogliendo l’attenzione dall’aspetto essenziale: le relazioni.
In quanto Psicologi ci è ben chiara l’importanza della famiglia come spazio affettivo di accompagnamento
nella crescita e nel processo di individuazione che caratterizza la maturazione dell’identità
personale di ciascuno. Ravvisiamo in questo progetto l’ennesimo passo verso la sottrazione di centralità
al ruolo educativo della famiglia e alla responsabilità genitoriale e denunciamo il pericolo che il lodevole
proposito di prevenzione della violenza sulle donne possa diventare invece portatore di istanze di
matrice ideologica e nascondere tentativi di marketing culturale nelle scuole e verso i più giovani.
Il Comitato Nazionale Psicologi non può restare silente, specialmente ora, anche in considerazione del
prezzo che i bambini e gli adolescenti hanno pagato e pagano in termini di disagio psicologico, in seguito
alle restrizioni del periodo della pandemia.
11 dicembre 2023
Comitato Nazionale Psicologi per l’Etica, la Deontologia e le Scienze Umane
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